Il Ponte di Sant'Angelo Lodigiano Foglio d'informazione locale

EDITORIALE

Una franca riflessione sul progetto dell’inceneritore

La recente mobilitazione contro il progetto di ampliamento dell’inceneritore Ecowatt di Castiraga Vidardo, esattamente sul confine con Sant’Angelo Lodigiano, ha avuto il merito di svegliare le coscienze e di attirare sul nostro territorio l’attenzione dell’opinione pubblica non solo locale, almeno per qualche ora. Il colpo d’occhio del lungo corteo partito da Vidardo e approdato a Sant’Angelo in piazza Libertà, apparsa gremita e colorata nonostante la mattinata di pioggia, ha certamente alimentato le speranze di quanti in maniera sacrosanta si battono per impedire la realizzazione del progetto della società Itelyum.
Crediamo però sia onesto dire le cose come stanno. E cioè che sarà molto difficile, al momento, far retrocedere la società dalle sue intenzioni. Pochi giorni dopo la manifestazione, in risposta all’appello dei segretari dei principali partiti lodigiani di bloccarsi, Itelyum ha pubblicamente dichiarato di essere disponibile al dialogo ma non ha fatto alcun riferimento circa la possibile rinuncia ai propri progetti.
E dunque, mentre è sacrosanto continuare una sana battaglia di territorio, è altrettanto saggio prepararsi al peggio e pertanto ragionare sulla possibilità, che purtroppo non è al momento remota, che l’inceneritore venga ampliato. Spetterà dunque alle amministrazioni locali, nelle loro varie articolazioni - giustamente supportate da una pressione dell’opinione pubblica che speriamo non perda intensità - lavorare alla seconda fase e dunque pretendere e ottenere il massimo dei controlli e delle garanzie circa la salute collettiva.
Non vuole essere un discorso rinunciatario - “Il Ponte” fin dall’inizio ha denunciato la situazione - bensì un ragionamento basato sul buon senso. Se la battaglia sarà vinta, e dunque il progetto si bloccherà, tanto meglio. Ma se la battaglia dovesse essere persa, e va messo in conto, sarà importante mantenere alta l’attenzione. L’apprensione in questo senso è giustificata, perché al di là del progetto contingente l’inceneritore a Vidardo esiste da decenni e non è mai realmente diventato un elemento centrale del dibattito sociale, almeno a Sant’Angelo.
Certamente la mobilitazione attuale è altra cosa rispetto al torpore collettivo del passato (non mancano le eccezioni ma non sono state mai numericamente rilevanti): la speranza è che questo entusiasmo, chiaramente alimentato dalla paura e dallo sdegno per un progetto calato dall’alto sulle teste di tutti, non si disperda ma rappresenti un sostegno e un pungolo per l’azione dei nostri amministratori pubblici. A tutti i livelli. Negli anni a venire..