Venerdì 31 gennaio, nella scuola secondaria di I grado dell’Istituto Comprensivo Morzenti, si è tenuto un importante incontro tra gli studenti e Paolo Picchio, il papà di Carolina, una ragazza di 14 anni, che nel 2013 frequentava la prima liceo.
Carolina era una ragazzina bella, gentile, sportiva, altruista. Una sera viene invitata ad una festa da dei presunti amici, fatta ubriacare, resa incosciente, quindi molestata e ripresa a sua insaputa in un video, che in seguito viene postato in rete, dove riceve migliaia di commenti offensivi. Carolina si chiude in sé, non regge al dolore e in una notte di gennaio si toglie la vita, ma prima di questo gesto estremo ha il coraggio e la lucidità di scrivere una lettera ai suoi aguzzini chiedendo loro “Perché questo? Il Bullismo. Tutto qui. Le parole fanno più male delle botte! Cavolo se fanno male!!! Ma io mi chiedo, a voi non fanno male? Siete così insensibili? Spero che adesso sarete più responsabili con le parole. Non importa che lingua sia, il significato è lo stesso.” Questa vicenda induce tutti noi ad una riflessione profonda sull’uso del linguaggio, ancor più quando le parole vengono amplificate attraverso i social. Paolo Picchio però non si fa sopraffare dalla tragedia, ma dalla lettera d’addio della figlia trae una straordinaria forza per lottare e far riconoscere questo fenomeno come reato, ottenendo nel 2017 la prima legge in Europa contro il Cyberbullismo dedicata proprio a sua figlia, un modo efficace per non sminuire e banalizzare l’odio in rete. Nasce così la legge L.71 del 29 maggio 2017, Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno del cyberbullismo. Da allora il padre di Carolina si adopera senza sosta non solo per portare la sua testimonianza ai giovani che incontra nelle scuole, come la nostra, o ai genitori e agli adulti che incontra in occasione di eventi, ma per contrastare l’indifferenza e l’atteggiamento omertoso di chi sa ma non denuncia o non si schiera dalla parte della vittima. Lo slogan di Fondazione Carolina “Un abbraccio vale più di 1000 like” ha fatto da sfondo a una testimonianza ricca di emozioni autentiche, uno scambio arricchente tra un padre e tanti ragazzi dapprima silenziosi poi ricchi di domande sui rischi della rete. Paolo Picchio ha ribadito l’importanza per gli adolescenti delle relazioni autentiche, dell’amicizia espressa con gesti e parole basate sul rispetto. Da diversi anni Fondazione Carolina, col supporto di esperti di educazione ai media, svolge un’attività di sensibilizzazione, ma anche formazione su queste tematiche. L’evento è stato reso possibile grazie alla collaborazione con la Rete BullOut Lodi cui l’Istituto Comprensivo Morzenti partecipa. Ad oggi la rete conta l’affiliazione di 24 istituti scolastici della provincia di Lodi, con i quali propone e organizza azioni di formazione, avvalendosi della collaborazione di professionisti ed enti qualificati del territorio regionale, affinché i nostri ragazzi non si sentano soli o isolati di fronte ai problemi che possono insorgere navigando in rete ma accompagnati, perché la consapevolezza e la conoscenza sono la miglior prevenzione.